Pareti divisorie

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Il clima lavorativo

Il clima lavorativo condiziona il nostro benessere e, di conseguenza, anche la nostra capacità di lavorare. Pertanto possiamo analizzare singolarmente diversi fattori:

Temperatura: le persone percepiscono la temperatura in modo diverso. Si consiglia pertanto una temperatura di 20-21°C. Occorre inoltre considerare il riscaldamento/raffreddamento, la luce e la propagazione del caldo/freddo da parte dei vari impianti presenti in ufficio. Alte temperature possono causare sonnolenza mentre temperature basse possono causare malattie da raffreddamento e perdita di concentrazione.

Circolazione dell’aria: le correnti d’aria possono causare malattie da raffreddamento ed irrigidimento muscolare in ambienti dotati di aria condizionata. Finestre che lasciano passare correnti d’aria o la presenza di aria fredda riflessa da superfici in vetro, sono tutti elementi che possono avere un effetto negativo sulla salute. In inverno, le stanze dovrebbero essere aerate per 8-10 minuti ad intervalli regolari. Le pareti con scarso isolamento termico, possono causare malesseri ed anche muffe dannose per la salute.

Umidità: il livello ottimale di umidità varia dal 40 al 60%. Un adeguato livello di umidità migliora il senso di confort. La presenza di aria secca, in caso di riscaldamento acceso, irrita la mucosa e causa irritazioni alla pelle e agli occhi. Poiché l’umidità trasporta anche il calore, un adeguato livello di umidità contribuisce ad abbassare il costo del riscaldamento. Uno dei migliori umidificatori è il classico contenitore di acqua posizionato sull’unità di riscaldamento. Anche le piante contribuiscono a filtrare gli agenti inquinanti ed a regolare il livello di umidità dell’aria.